Cos’è la Sindrome dell’Intestino Irritabile?

La sindrome dell’intestino irritabile (IBS), in passato nota come colon irritabile o colite spastica, è un disturbo funzionale che colpisce molte persone, per lo più donne di età compresa tra i 20 e i 50 anni, determinando diversi sintomi aspecifici, che non sono quindi esclusivamente attribuibili all’ IBS, quali:

  • Gonfiore addominale (meteorismo), dovuto alla formazione di gas intestinali e flatulenza;
  • Crampi e dolori addominali che spesso migliorano con la defecazione;
  • Diarrea con evacuazioni frequenti (più di tre volte al giorno) con feci liquide e/o molli;
  • Stitichezza con evacuazioni faticose e poco frequenti (meno di tre volte alla settimana) con feci dure e secche;
  • Alternanza diarrea e stitichezza;
  • Stanchezza e/o fibromialgia (dolori muscolari), che avvengono raramente.

Tali disturbi, che variano da persona a persona sia per sintomatologia che per intensità, sono talmente invalidanti da compromettere la qualità della vita del soggetto affetto, portando spesso una riduzione delle normali abitudini a causa della spossatezza e debolezza.

Quali sono le cause della sindrome dell’Intestino Irritabile?

Le cause dell’ IBS non sono del tutto note, non tutte riconducibili ad un’unica causa scatenante e diversi medici la definiscono una malattia psicosomatica. Malgrado i fattori sembrano essere tipicamente psico-sociali (es. forte stress ed ansia), spesso altri motivi possono contribuire ad accentuare la sintomatologia come ad esempio l’alterazione della flora batterica intestinale, eventuali intolleranze e/o allergie alimentari, l’uso prolungato di farmaci antiinfiammatori e/o antibiotici.

Terapia dietetico-nutrizionale: la dieta FODMAP

La terapia è solitamente di tipo multidisciplinare, dove l’alimentazione ricopre un ruolo fondamentale. La dieta per la sindrome dell’intestino irritabile deve essere a basso contenuto di FODMAP. Tale dieta non cura tale problematica ma ne migliora la sintomatologia, migliorando la qualità di vita, nel breve e nel lungo termine.

L’acronimo FODMAP sta per:

  • Fermentable
  • Oligosaccharides
  • Disaccharides
  • Monosaccharides
  • And
  • Polyols

I FODMAPs sono quindi alcune forme di carboidrati fermentabili (monosaccaridi, disaccaridi, oligosaccaridi) e polioli che creano problemi intestinali connessi all’ IBS. I carboidrati (saccaridi) in questione sono: lattosio, fruttosio, fruttani e galattani. I polialcoli sono: sorbitolo, mannitolo, xilitolo e maltitolo.

La dieta FODMAP è un vero e proprio protocollo della durata variabile di 6-8 settimane e consta di due fasi. Una prima fase dove andranno eliminati gli alimenti ricchi in FODMAP ed una fase successiva dove verranno gradualmente reintrodotti. In questo modo è possibile comprendere quali i cibi che creano disturbi intestinali e in che quantità.

Il protocollo è lungo e a volte snervante e proprio per tale motivo il paziente deve evitare il fai da te e rivolgersi a un nutrizionista abilitato che renda più semplice la fase di eliminazione e soprattutto quella di reintroduzione degli alimenti.

Quali sono gli alimenti da evitare con la sindrome del Colon irritabile?”

Il lattosio è presente principalmente in tutte le tipologie di latte (mucca, capra, pescora) e nei suoi derivati, formaggi freschi e yogurt (anche se il lattosio nello yogurt è meno presente perché scisso). I formaggi stagionati (es. parmigiano o grana) contengono meno lattosio in quanto la stagionatura ne abbassa la quantità rendendolo più digeribile. Bisogna fare molta attenzione ad alcuni prodotti che possono contenere latte (e quindi lattosio): latte condensato, latte in polvere, yogurt, panna, gelato, budini, mousse, bavaresi. Ricordiamo inoltre che il lattosio viene spesso usato come conservante e pertanto bisogna controllare bene che quel determinato prodotto non lo contenga (es. prosciutto cotto). Il malassorbimento da lattosio è particolarmente diffuso negli adulti a causa della scarsità della lattasi, enzima che scompone il lattosio in due molecole, glucosio e galattosio. Questo malassorbimento, meglio noto come intolleranza al lattosio, non è caratteristica esclusiva del colon irritabile.

Il Fruttosio è presente in frutta (es. anguria, ciliegie, fichi, mango, mele, pere, tamarillo), frutta essiccata, succhi di frutta, miele, sciroppo di fruttosio, dolcificanti a base di fruttosio, nel classico zucchero da tavola (noto come saccarosio, costituito da fruttosio e glucosio) ed in alcune tipologie di ortaggi (es. asparago, carciofo, taccole, topinambur).

I Fruttani o frutto-oligo-saccaridi (FOS), sono catene di fruttosio presenti in alcuni tipi di cereali (orzo, grano, kamut e segale) e i suoi derivati (farine, pane, pasta, ecc.), ortaggi (es. aglio, cipolla, asparago, carciofo, porro, scalogno, topinambur), frutta secca (anacardi e pistacchi) e integratori di fibra (crusca di grano, inulina).

I Galattani o galatto-oligo-saccaridi (GOS), sono catene di galattosio presenti in tutti i tipi di legumi (ceci, fagioli, lenticchie, soia e derivati).

I Polioli sono alcune molecole presenti in alcuni tipi di frutta (albicocche, anguria, avocado, ciliegie, mele, nettarine, pere, pesche, prugne) e verdura (cavolfiore, funghi, taccole, zucca trombetta). I polioli sono contenuti in dolcificanti che terminano in –olo (sorbitolo, xilitolo, mannitolo, maltitolo) e l’isomalto. Bisogna far quindi attenzione ai dolcificanti che si acquistano e tutti quei prodotti commercializzati come sugar-free (caramelle e chewing-gum).

Cosa è possibile mangiare?

Come fonti di carboidrati è possibile consumare: amaranto, avena, grano saraceno, miglio, quinoa, riso, mais, patate, castagne, sorgo, tapioca. E’ possibile consumare anche i loro derivati come ad esempio: fiocchi di avena, porridge di avena, crusca di avena, polenta, popcorn, farina di avena/mais/castagne/riso, fecola di patate, chips di patate naturali.

Tra le verdure consentite: broccoli, carota, cavolini di Bruxelles, cavolo, cetriolo, finocchio, indivia, lattuga, melanzane, pastinaca, peperoni, piselli, pomodoro, rapa, ravanelli, sedano, spinaci, zucca, zucchine.

Le erbe aromatiche consentite sono: basilico, origano, prezzemolo, rosmarino, timo, erba cipollina.

Tra la frutta fresca concessa ci sono gli agrumi (arancia,clementina, lime, limone, mandarino e pompelmo), i frutti di bosco (fragole, lamponi e mirtilli), ananas, banana, frutto della passione (maracujà), kiwi, melone, papaya, rabarbaro, uva.

Invece come frutta secca tollerata: mandorle, noci, nocciole, arachidi, semi di zucca/girasole, pinoli.

Le fonti di proteine sono tutte idonee; è possibile consumare carne non trasformata di tutti i tipi (manzo, vitello, pollo, tacchino, maiale, ecc.), pesce e frutti di mare non trasformati, uova.

Come fonti di grassi sono concessi: cocco, olio di oliva, olive, sciroppo d’acero, burro di arachidi.

Alternative al latte vaccino sono i latti vegetali. E’ possibile quindi consumare latte di avena/quinoa/riso/mandorle.

Altri alimenti low-FODMAPs sono: aceto, caffè, tè, cioccolato nero, pepe nero, peperoncino, zenzero, vino rosso/bianco.

Queste informazioni fornite sugli alimenti sono generiche ed è fondamentale che siano “dosate” in base alla problematica specifica del singolo paziente, per tale motivo si sconsiglia il “fai da te”.

Esempio di dieta FODMAP (fase di esclusione)

Colazione Spuntino Pranzo Merenda Cena
Latte HD
Cornflakes
Frutta fresca** RisoVitello Magro

Verdure*

Frutta fresca** Pesce MagroPatate

Verdure*

Condimento da distribuire durante la giornata: olio extravergine di oliva
** frutta fresca a ridotto contenuto di FOADMAPs
* verdura a ridotto contenuto di FOADMAPs

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